sabato 15 marzo 2014

ORA LO SPETTACOLO PUÒ INIZIARE

Sussurrami Luna:
“Cosa fai qui tutta sola?
Dai, esci dalla tua stanza
fuori c’è una sorpresa per te!”

Non posso resistere a un simile invito
sono curiosa…

La  notte è fredda e pungente
prendo una coperta per scaldarmi
Guardo in alto…
Lei è là, attorniata da tante piccole stelle

Luna consiglia:
“Se stai col naso all’insù
potrai assistere
ad una sola parte del nostro spettacolo!”

Così, sempre osservando il cielo
inizio a girare su me stessa
prima piano, poi sempre più veloce
tanto da scivolare e cadere supina sul prato…

… l’intero Universo si spalanca ai miei occhi
e da una taverna vicina
giungono note di fisarmonica

Esulta Luna:
“Ragazze, siamo tutte pronte?
Ora possiamo iniziare a danzare…”

di Anna G. Mormina

LA GIOVANE MAMMA E IL CARNEVALE

Una giovane mammina,
cerca un modo originale,
e lo trova di mattina,
per scherzare a Carnevale!

I suoi bimbi piccolini,
son simpatici, son belli,
lei prepara i vestitini,
per coprire quei monelli.

Taglia e cuce due casacche,
di colore bianco e nero,
sotto metterà le giacche,
niente freddo, niente gelo.

Sui berretti, per visiera,
lunghi becchi di cartone,
vuol finire ma è già sera,
nell’armadio li ripone.

Di buon’ora poi che fa?
Alle maniche mette le alette!
Cosa manca in basso là?
Sulle scarpe, gialle zampette!

Giunto il giorno della festa
lei sistema i suoi bambini,
di coriandoli riempie la cesta
e vanno a zonzo i dolci pinguini!

di Anna G. Mormina

CELESTE

Celeste, un cavallino a dondolo
stanco di stare in un angolo
decise di fare un bel viaggio
proprio nel mese di maggio.

Sfogliò un vecchio atlante
cercava un paese distante
scompariva la monotonia
vagando con la fantasia

Quanti fiumi, mari, monti
grandi oceani e continenti
all’ultima pagina, (ma che belle!)
vede la mappa del cielo, le stelle!

“Ecco ho deciso, io vado là
fra Universo, nell’Immensità!”
E volando sulle nostre teste
dondola in alto il piccolo Celeste!

di Anna G. Mormina

SOLO TU PUOI DECIDERE QUANDO…

Signore
l’Anima attendeva
davanti al portone bianco

Solo Tu potevi aprirlo

Percorreva un corridoio verde…
… da una parte
il letto d’ospedale, le ciabatte
dall’altra
quel portone bianco

Per Tuo volere
non lo apristi, restò chiuso
Ancora una volta
Anima e Corpo si riunirono

Signore
solo Tu puoi decidere quando…

di Anna G. Mormina

LA SFERA DI CRISTALLO

Guardo il piccolo presepe
nella sfera di cristallo
Delicato dono… fa ricordare
il giusto Valore di questa festa

Immagino
il Tuo piccolo corpo animarsi
… e mi cullo
cullandoTi fra le mie braccia

Dolce estasi…

I Tuoi occhi parlano:
 “Non cercare solo qua dentro!
Io sarò tra la povera gente
vicino a chi soffre…
… vieni con me…”

di Anna G. Mormina

LE RENNE DI BABBO NATALE

Sono andata in Lapponia
(non vi sembrerò normale)
ho veduto una Peonia
e le renne di Babbo Natale!

M’hanno accolta con calore
(lì faceva un freddo ‘boia’)
son volate via le ore
tanta allegria, nessuna noia!

Raccontavano orgogliose
“Lavoriamo tutto l’anno
noi facciamo tante cose
ma i bambini non lo sanno!

Donnola a scuola è maestrina
Ballerina si occupa di danza
Saltarello lavora in officina
Freccia guida l’autoambulanza!

Cometa è brava solo in cucina
Cupido porta Amore, speranza
Donato è laureato in medicina
Fulmine sogna… una vacanza!

Rodolfo invece è il più piccolino
ultimo arrivato e coccolato
per naso ha, un rosso lampioncino
se c’è la nebbia tutto è illuminato!”

Ora, tornata dalla Lapponia
le aspetto tutte, non manca molto
mi porteranno una Peonia
solo per me, quel fiore hanno colto!

Non sono fratelli ne sorelle
ma sulle curve e a strada dritta
quei nove amici per la pelle
sicuri e veloci verran con la slitta!!!

di Anna G. Mormina

LA CUCUZZA

Darrè a la nostra casuzza
c’è ‘n’urticeddu
e me patri ci simìna la cucuzza

Cancia di razza: spinusa
gianna d’immernu
da rascari e puru ginuvisa

Iddu po’cià porta a me matri
ca la fà scasdata
frìuta o a furnu, pì tutti natri

Sempri però, un si po’ mangiari
A iddi ci piaci
ma a’mmia mi la ficiru siddiari

Nun ni vogliu mancu tanticchia…
Chi gustu avi?
Chiù megliu è, pasta e linticchia

Pensu li ‘mpignulati di cummari Lucia…
Cucitila comu vi pari
ma ‘sta cucuzza, nun è cosa pi’ mia!

di Anna G. Mormina

Ttraduzione:
La zucca

Dietro alla nostra casetta
c’è un’orticello
e mio padre ci semina la zucca

Cambia la qualità: spinosa
gialla d’inverno
da raschiare e pure genovese

Lui poi gliela porta a mia madre
che la fa lessata
fritta o al forno per tutti noi

Sempre però, non la si può mangiare
A loro piace
ma me l’hanno resa fastidiosa

Non ne voglio nemmeno un poco
Che gusto ha?
E’ più buona pasta e lenticchie

Penso le impgnolate della comare Lucia
Cucinatela come vi piace
ma la zucca, non fa per me!