giovedì 27 febbraio 2014

PIERROT


Sulla testa, ha un berrettino nero,
il suo viso triste, è pieno di mistero,
una casacca bianca sopra ai pantaloni…

… le scarpe sono nere, uguali ai bottoni!

È solo, e si sente sconsolato,
perché della Luna si è innamorato,
con gli occhi al cielo la cerca, poi le parla…

… lei non sente, lui continua a guardarla!

“Lo sai Pierrot, che non hai speranze,
tu puoi seguirla, sono belle le sue danze.
Essa è di tutti ma nessuno la possiede!”…

… il suo cuore, sordo, amore ancor le chiede…

di Anna G. Mormina

§ IL CAROSELLO §


Ciò che vi racconto è accaduto per davvero,
quando la TV si vedeva in bianco e nero,
la pubblicità non durava pochi istanti,
ma era un programma di storielle divertenti.
Dopo cena dunque tutti insieme si guardava,
quando il TG finiva “Carosello” cominciava:

§ LÀLLA LÀLLA LÀLLA LA.LA.LA.LÀ!
LÀLLA LÀLLA LÀLLA LA.LA.LA.LÀ!!! §

 Mariarosa con il lievito, anche se era piccolina,
sistemava ogni cosa, fuori, in casa ed in cucina!

Se la brillantina in testa, un tenente si metteva,
il “caso misterioso" in un baleno risolveva!

Calimero si sporcava ma in lavatrice poi saltava,
e col famoso detersivo, felice e candido tornava!

Bidibodibù, bidibodiè era il nuovo materasso,
tutti ci saltavano sopra ma senza fare chiasso!

Gran fastidio e male avevi al tuo pancino?
Bastava “la parola” e passava col confettino!

Quando la Susanna si mangiava i formaggini,
col suo “pitu-pitum-pah!” sorridevano i bambini!

§ LÀLLA LÀLLA LÀLLA LA.LA.LA.LÀ!
LÀLLA LÀLLA LÀLLA LA.LA.LA.LÀ!!! §

* * *
Tante storie ancora speravamo di seguire...
Carosello però finiva: era ora di dormire!

di Anna G. Mormina
--------------------------------------------------------------------------
Curiosità:

- Il 3 febbraio 1957 nasce Carosello.
- Il 1° gennaio 1977, va in onda l’ultimo Carosello.
- La sigla: "Pagliaccio", una sorta di tarantella,

fu scritta dai maestri Cigliano e Gangi.

OH! NINNA…


Oh! Ninna…
… dormi piccina che la tua mamma,
ti culla, ti canta la ninna nanna!

Sogna le cose che tu puoi già fare:
che bello coi pesci nel mare nuotare!
Giocare sui prati e poi rotolare…
guardar le montagne nel cielo svettare!

Dormi tesoro nel tuo lettino,
ti veglierò fino al mattino!

Sogna il cielo ch’è pieno di stelle,
ma non mangiarle non son caramelle!
La bianca luna ti fa l’occhiolino?
Salutala anche tu, mandale un bacino!

Dormi ancora dolce bambina,
stringi la bambola a te vicina!

Sogna di un mondo diverso, speciale,
dove non esista l’odio razziale…
… e che Francesco, Jasmine ed Abramo,
con un girotondo si tengan per mano!

Oh! Ninna…
… con pochi accordi di una chitarra,
mamma sussurra la sua ninna nanna!

di Anna G. Mormina

IL DONO

Notte di luna  e di stella lucente,
si mormora piano, sussurra la gente:
“È appena nato a Betlemme, il Bambino,
da secoli atteso il Messia, il Divino!”.

Cometa  splendente, che illumini la via,
per trovare il Bimbo, Giuseppe e Maria.
Sono poveri e soli, ma fra misere grotte,
trovano un rifugio, e ci passano la notte.

Paglia e mangiatoia,  un bue e l’asinello,
i genitori riescono, a scaldare il Bambinello.
Tanti pastori giungono, anche i Magi da lontano,
portando i loro doni,  sfiorandogli la mano.

Sei sceso sulla terra o dolce Gesù buono,
il mondo cerca Pace, non vendetta ma Perdono.
Insegnaci la strada che porta al vero Amore,
ti seguo nel cammino, Tu resta nel mio cuore!

 di Anna G. Mormina


mercoledì 26 febbraio 2014

MESTIERE IN DISUSO - Anna G. Mormina



Tic… tic… tic… tic… tic…

… battito regolare, del diapason pendente…
… pochi secondi e sentiamo una musica
con stesso ritmo, ma dolce, divertente…
… è la “Danza dei Flauti” che nell’aula si diffonde…

L’insegnante dattilografa inizia a declamare:

“Signori e signorine, cominciate,
per favore la tastiera non guardate!”

Penso:
- Ma perché sempre ci avverti?
I tasti delle macchine, da tappi neri son coperti! -

“Occhi al tabellone luminoso
per dieci righe, con calma, scrivete:
Casa, rosa, cosa… cosa, rosa casa...
A ritmo della danza andate, e se sbagliate
proseguite, non vi fermate!
Casa, rosa, cosa… cosa, rosa casa..”

Non vola una mosca, solo la musica si sente
le dita sulla tastiera, teniamo correttamente
ci fanno male i mignoli, che cedono con facilità
quando schiacciamo con forza, la “eMme” o la “A”.

Per ore, giorni e mesi, stessi esercizi
più elaborati, più complicati…
… stessi errori, inizialmente commessi
ma a fine d’anno, siam tutti promossi!

Con dieci dita, senza sbagliare
alla fine imparai a dattilografare!

* * *

La tecnologia, da allora s’è evoluta!
Gli scrivani sono scomparsi
di noi dattilografi ormai, è raro ricordarsi…

... quelli son tempi, vissuti e passati
di mestieri in disuso, ma non dimenticati…



SENTO CHE MI SEI VICINO!


Quel sabato pomeriggio, Giovanna era uscita di casa per una passeggiata, ma non aveva voglia di mescolarsi fra la gente del paese che faceva acquisti. Sulla sua carrozzina elettrica, preferì dirigersi verso una tranquilla stradicciola alberata che, portava ad un piccolo Santuario.
Lungo il percorso aveva incontrato alcune persone amiche e, con loro, c’erano stati scambi di saluti. 

Arrivata alla fine della stradina, si accorse che il cancello in ferro battuto del Santuario era aperto, quindi lo varcò, percorse il cortiletto lastricato di porfido, e si diresse verso la piccola chiesa.

C’era solo un minuscolo gradino, facilmente superabile con la carrozzina, e  il portone di ingresso, era appena socchiuso. Spingendolo un po’ entrò in quel Santo luogo, semplice e luminoso,… oltre a lei,  non c’era nessun altro, solo silenzio e un dolce senso di pace…

Giovanna avanzò fin davanti all’altare e, vicino alla porta della sagrestia, in un angolo, notò una vecchia croce impolverata e abbandonata.

Si fermò ad osservare quella croce, provando dispiacere nel vederla così “malconcia”,  proprio come si sentiva lei  stessa, in quel momento…
I suoi pensieri vagarono, trasformandosi in una sorta di dialogo-preghiera con Dio…

“...c’è chi sta peggio di me, lo so, sai?,... ma mi mancano tante piccole cose!!! Vorrei  poter tornare a camminare, a far le pulizie di casa,… pensa, mi manca perfino il mio lavoro!…si, ammetto che col ragioniere era un continuo battibecco, ma… Ma queste cose le sai già, chissà perché te le sto a raccontare… proprio a Te poi, che hai dovuto sopportare molto di più, per causa nostra”…

Sulle guance scesero alcune lacrime,… sulle mani, avvertì il calore di una carezza.
Giovanna alzò la testa e davanti a lei, vide un bimbetto biondo che stringeva un mazzolino di margherite, e che la stava osservando preoccupato.

- Perché piangi?... ti sei persa?
- No, piccolo non mi sono persa, m’è solo entrato un granello di polvere negli occhi… –  e cercò di asciugarsi col dorso della mano…

Si rendeva conto di aver dato una risposta stupida, ma come avrebbe potuto spiegare a quell’innocente?... era contenta però, che era arrivato a distoglierla dai suoi inutili e tristi pensieri, e vedendo il mazzolino di fiori  che teneva nella mano, Giovanna aggiunse:

- Che belle margherite… dove le hai trovate?
Il bimbo rispose:
- Le ho raccolte in un campo qui vicino! Posso regalartene una?

Giovanna sorrise al piccolo e, con il gesto del capo, diede consenso a ricevere il dono. Anche il bimbo le sorrise, e le pose una margherita fra le mani.

- È bellissima! – esclamò Giovanna, alzando il viso per ringraziarlo, ma con sua grande sorpresa, lui non c’era più.

Si guardò intorno cercandolo,… ma era svanito nel nulla.
Non aveva sognato, ne era certa,… la margherita che teneva delicatamente nelle mani, era la conferma che non aveva sognato… Com’era  stato possibile?... Cos’era accaduto?

Un breve istante per capire e Giovanna tornò a guardare la croce.
In cuor suo disse:

“…sei stato Tu a mandarmi quell’angelo, vero?...
Grazie,… sento che mi sei vicino!”

Giovanna tornò a casa col cuore più leggero…

Sono passati molti anni, da quel giorno,… la margherita, si è seccata ma è ancora molto bella, Giovanna l’ha conservata fra le pagine del suo vecchio diario.

di Anna G. Mormina

LA MIA AUTO A MILANO


Oggi con l'auto andando a Milano
m'è accaduto qualcosa di strano

Ero all'incrocio di via Mangiagalli
e si son rotti i tergicristalli

Percorrendo piazza Tonale
si è smontato anche un fanale

Arrivato in viale Ungheria
mi son perso la carrozzeria

Poi ho sentito uno strano odore
e a quel punto è scoppiato il motore

Ho chiesto aiuto a tanta gente
ma nessuno ha potuto far niente

Il carro attrezzi l'ha quindi trainata
ed un meccanico poi riparata

Ma quando il conto però ho ricevuto
che mal di pancia che m'è venuto!


***
Ps: Ringrazio mia sorella e mio cognato,
che alla filastrocca han contribuito,
ma che, purtroppo,... anche  il conto han pagato!
:o(

di Anna G. Mormina